#WaterSavingWeek capitolo due: che ne dite di un drink senza cannuccia?

Abbiamo sentito dire, per anni, che è importante fare un uso consapevole dell’acqua, questa risorsa limitata deve essere salvaguardata e usata coscientemente. Quante campagne sulle docce brevi, quante sgridate a chi tiene l’acqua aperta mentre si spazzola i denti, quante critiche a chi fa lunghi e interminabili bagni caldi. A chiunque potrà sembrare che questi piccoli gesti quotidiani, sommati a tutti gli abitanti del mondo possano fare la differenza se si adotta un atteggiamento consapevole rispetto alle proprie azioni ed avete completamente ragione a pensarlo. Vi è costato molto dimezzare le vostre docce? Quanto ci è voluto a chiudere il rubinetto mentre vi spazzolate i denti? Vi siete sentiti e vi sentite meglio nel farlo? Sapere di fare qualcosa di buono per tutto il pianeta non è assolutamente benefica come sensazione?

Adesso che è stato piantato il seme dell’uso responsabile e della salvaguardia delle risorse, ora che avete iniziato a cambiare piccole abitudini quotidiane siete anche pronti per sapere i perché: perché siamo a rischio siccità, da cosa viene inquinata l’acqua, per cosa viene usata veramente e perché non stiamo facendo abbastanza. Dirlo in un momento di menefreghismo generale non avrebbe sortito lo stesso effetto ma ora siete pronti perché ora tutti vogliono un mondo più sano e più pulito.

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Tra pochi anni i nostri oceani avranno più plastica che pesci

Nelle prime giornate della #WaterSavingWeek abbiamo parlato della pelle e delle sue implicazioni nella moda e le conseguenze che la sua lavorazione ha sull’ambiente. Invece nelle giornate successive ci siamo concentrati su un materiale usato quotidianamente da tutti: la plastica.

La plastica è un materiale di uso quotidiano, impossibile da eliminare completamente dalla vita di tutti i giorni e riciclato in maniera effimera. La plastica è il terzo materiale più utilizzato nel pianeta Terra dopo cemento ed acciaio e solo meno della metà di ciò che utilizziamo viene riciclato, dal 1950 ad oggi sono stati prodotti circa 8,3 miliardi (di tonnellate) di plastica e meno del 9% è stata riciclata. La situazione oggi è ben diversa, in Europa ed in Cina si stima che più del 25% della plastica venga riciclata e rimessa nel mercato adeguatamente mentre negli U.S. quel 9% è rimasto tutt’ora invariato ed è proprio dall’America che arriva il dato più sconcertante. I micro-frammenti che si creano conseguentemente alla degradazione delle plastiche sono stati ritrovati negli stomaci del 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe. “Inoltre, la presenza di questo materiale non-degradabile impedisce agli oceani il corretto funzionamento: si trova a tutti i livelli della catena alimentare e impedisce il rifornimento delle specie ittiche nella pesca, impedisce l’assorbimento del carbonio che ci è indispensabile per combattere il riscaldamento globale” dice Sarah Roberts.

Eco-giornalista e autrice inglese scrive in un articolo del suo sito (thisiscreature)   “Why I don’t believe going “Plastic Free” is the answer” / “Perché non credo che “zero plastica” sia la giusta soluzione” che è impossibile vivere senza plastica, la plastica si trova davvero dovunque ed in molti casi è insostituibile, viene utilizzata nella costruzione di aerei e macchine in quanto è un materiale leggero che permette di utilizzare meno carburante. Si trova nel mondo della medicina dove la sua capacità di sterilizzazione e smaltimento lo rendono il materiale ideale per prevenire infezioni di massa. L’autrice sottolineata l’importanza e la duttilità che questo materiale riveste ai giorni nostri chiude la parentesi a favore della plastica per ricordare a noi tutti che è necessario per il futuro passare alla sola produzione di polimeri biodegradabili e che la plastica presente nel mondo possa venire riciclata completamente seguendo il modello dell’economia circolare.

Sarah Roberts
L’eco-giornalista e autrice Sarah roberts

 

“The circular economy”  AKA Economia Circolare è un progetto sostenuto dalla Ellen MacArthur Foundation con lo scopo di cambiare i modelli industriali tradizionali. Questo comporta la dissociazione dall’attuale modello “estrarre, produrre, smaltire” verso sistemi che siano in grado di essere rigenerativi e rinforzati a partire dalla progettazione del modello industriale. Meno spreco, più riciclo e uso consapevole stanno alla base del progetto insieme alla progettazione degli sprechi e l’inquinamento conseguente alle lavorazioni. Questo modello che punta alla transizione verso fonti rinnovabili sarebbe in grado di far crescere l’economia, la natura ed il capitale sociale delle popolazioni che lo adottano.

Sarah Roberts e Ellen McArthur Foundation accordano su l’adozione del vecchio e prezioso modello “reduce, reuse, recycle” :

  • REDUCE: ridurre al minimo l’utilizzo di articoli inutili/monouso e sostituire quelli che devono essere gettati via con polimeri biodegradabili o alternative naturali
  • REUSE: riutilizzare il più possibile gli oggetti prima di rimpiazzarli
  • RECYCLE: riciclare tutto ciò che possiamo

Chi ha ben in mente questo modello industriale è l’azienda americana REPREVE che grazie al riciclo di materiali, incluse le bottiglie di plastica, crea nuove fibre tessili da utilizzare ed indossare ogni giorno. Questo sistema di riciclaggio permette di salvaguardare le risorse marine diminuendo l’inquinamento da plastica e petrolio delle acque e salva terreni che altrimenti verrebbero disboscati.

ogetti riutilizzabili

Un’altra soluzione , anzi, molte altre soluzioni per ridurre il nostro uso di plastica quotidiana arrivano dal sito britannico leesplastic.uk dove grazie all’ausilio di prodotti e poster-memo da appendere in casa o in ufficio potremmo avere sempre ben presente che cosa è giusto fare per ridurre il nostro impatto ambientale e migliorare l’impronta ecologia. Nel loro shop online potete trovare bottiglie e tazze da passeggio e riutilizzabili, contenitori per il pranzo e stoviglie in bamboo, tutto dal design naturale e pratico.

Chi ci ha sorpreso e incuriosito più di tutti è stato LOLIWARE! Avreste mai creduto possibile che inventassero bicchieri e cannucce completamente biodegradabili ed anche commestibili? Ebbene sì. Secondo le due socie fondatrici Chelsea Briganti e Leigh Ann Tucker l’unico modo che abbiamo per risolvere i problemi dei giorni nostri è grazie alla creatività, al design e alla sostenibilità! E noi di levolove non potremmo essere più d’accordo. Chapeau. Per sostenere il progetto accedete al crowdfunding su Kickstarter. Rinunciare completamente e totalmente alla plastica da un giorno all’altro come abbiamo visto è impensabile se non impossibile ma noi tutti, ogni giorno possiamo diminuire l’inquinamento dei nostri mari e oceani grazie a dei piccoli accorgimenti quotidiani come il riciclo tramite la corretta raccolta differenziata, il riutilizzo delle bottigliette di plastica o l’utilizzo della propria, chiedendo il vostro cocktail o l’aperitivo senza cannuccia per ridurre l’utilizzo di oggetti superflui e altamente inquinanti. Prendete una piccola abitudine a partire da domani, non serve fare tutto subito, prendete questa nuova abitudine, fatela vostra e lentamente aggiungetene di nuove, un passo alla volta il mondo si salva davvero ed anche l’acqua.

LOLIWARE_EdibleCups_
Il bicchiere commestibile di LOLIWARE, gusto arancia frizzante
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